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14 Marzo 2025

Le artigiane di "Scarpetti" con i designer finalisti di ITS Contest 2025

Giovedì 13 marzo le artigiane di "Scarpetti" hanno accompagnato i 10 creativi internazionali finalisti di ITS Contest 2025 alla scoperta della tecnica artigianale degli originali scarpets carnici e alla loro reinterpretazione.
Le artigiane con i designer internazionali a Villa Manin

Si è svolto giovedì 13 marzo 2025 a Villa Manin il workshop “Borderless: Memory is the Future” realizzato in collaborazione con il Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo nell’ambito di “ITS Residency 2025”, la prestigiosa residenza creativa - elemento fondamentale dell’esperienza di ITS Contest, la piattaforma fondata nel 2002 da Barbara Franchin - che fino al 19 marzo vede, tra le altre esperienze, dieci giovani talenti del design internazionale immergersi nelle tradizioni artigianali del Friuli Venezia Giulia.

Anna Rita Belluzzo, Annamaria Contento, Elisa Mainardis, Flecia Pugnetti, Isabella Unterberger - cinque artigiane formate nell’ambito del progetto “Scarpetti”, che oggi è anche un marchio di certificazione del quale è titolare e garante il Museo Carnico di Tolmezzo - hanno ricoperto un ruolo centrale nel corso della giornata di formazione, guidando come Tutor i creativi provenienti da Cina, Germania, Francia, Belgio, Regno Unito, attraverso un percorso di scoperta e sperimentazione dedicato alle tecniche di antica memoria della manifattura degli originali scarpets carnici. Una calzatura fatta a mano, che parla di cura, ingegno, dettaglio e sostenibilità.

Grazie alla loro esperienza e alla loro passione, che le porta a lavorare non solo con ago e filo, ma con impegno e dedizione, le Tutor hanno offerto ai giovani talentuosi designer l’opportunità di confrontarsi con un saper fare tramandato di generazione in generazione nel territorio regionale della Carnia.

L’incontro tra i designer emergenti e le artigiane ha dato vita a nuove visioni di prodotto, in cui il manufatto tradizionale si è arricchito di sperimentazioni innovative, mantenendo intatta la sua essenza e la tecnica di lavorazione.

Le creazioni dei designer accompagnati dalle artigiane di “Scarpetti”

L’artigiana Flecia Pugnetti ha supportato i creativi Macy Grimshaw (FR) e Patrick Taylor (UK), che hanno scelto di reinterpretare lo scarpet, l'una ispirandosi all'eleganza degli abiti senza tempo di Roberto Capucci, l'altro affidandosi al comfort del knitwear.

Con la Tutor Isabella Unterberger hanno lavorato i designer cinesi Qianhan Liu e Zhuen Cai. La prima ha fatto dell'arte dell'imperfetto il fulcro della sua ricerca stilistica, creando uno scarpet basato su un gioco di contrasti tra cromie differenti e patchwork di tessuti. Il secondo ha abbinato al tessuto tradizionale cinese un tripudio di frange, fluide e sinuose, a rendere lo scarpet un inno alla leggerezza.

L’artigiana Anna Rita Belluzzo ha lavorato con la designer francese Naya El Ahdab e il cinese Yifan Yu. Per Naya El Ahdab, il design non è solo estetica, ma una questione di benessere. La giovane creativa ha reinterpretato lo scarpet attraverso un dialogo tra forma e sensazione, trasformandolo in un abbraccio caldo e avvolgente grazie all'utilizzo della lana. Yifan Yu ha colto ispirazione dalle prime calzature degli uomini primitivi, riportando la calzatura alle sue radici più arcaiche.

Hanno ricevuto il supporto della Tutor Annamaria Contento i designer Maximilian Raynor dal Regno Unito e Mijoda Dajomi dalla Germania , che hanno scelto di realizzare rispettivamente uno scarpet dal tessuto ricercato, impreziosito da tagli e piume, e uno scarpet tradizionale con tocchi di innovatività dati da forme fluide e cuciture a zig-zag.

Infine, l’artigiana Elisa Mainardis ha supportato le creative Gabrielle Szwarcenberg, dal Belgio, e Cindy Zhaohan, dalla Cina. Lo scarpet di Szwarcenberg è come un frammento d’estate, di sole e di mare. La designer ha scelto un materiale non convenzionale per la tomaia, trasformando una vera vela nautica in un pezzo di design. Cindy Zhaohan ha riscritto le regole dell’equilibrio estetico, trasformando l’asimmetria in un codice stilistico sofisticato e innovativo.

I manufatti entreranno a far parte della Collezione di ITS Arcademy - Museum of Art in Fashion.

Con questa esperienza, il Museo Carnico ha dimostrato ancora una volta come il saper fare artigianale non sia solo un’eredità da custodire, ma anche una risorsa viva, capace di evolversi e di dialogare con le nuove generazioni, generando risultati creativi di altissimo livello.

Un tassello prezioso per la promozione e la tutela dell’artigianato locale, anche, nel panorama internazionale.

Scarica il comunicato stampa

Le artigiane con i designer internazionali a Villa Manin